Acetaia

acetoUn’acetaia è parte integrante di una casa con essa soffre e gioisce, con essa invecchia e si rigenera. Ciò che rende probabilmente più suggestiva l’acetaia del Mulino di Navicello è senz’altro l’antico casale che la ospita. Risalente al ‘600 fungeva in origine da postiglione per l’altrettanto vecchio ponte sul fiume Panaro. Verso la fine del ‘700 abbandonate le spoglie di presidio il casale veniva convertito a convento di monache, come si nota dalla caratteristica forma a cellette, separate da un grande atrio, ognuna originariamente con il suo caminetto.

Solo verso la fine dell’800 il casale diverrà un Mulino che serviva tutta la zona. Il Mulino di Navicello abbandonò presto la sua trazione animale per un motore a cherosene e intorno agli anni ’20 elettrico. La seconda guerra mondiale ha lasciato alcuni affascinanti ricordi sul Mulino di Navicello e sulla famiglia Rossi che vi abitava. Nel dopoguerra Ludovico Rossi, il capo famiglia, creò, come tradizione vuole, nelle soffitte coperte da coppi e onduline (ideali per la produzione di Aceto Balsamico Tradizionale oltre che suggestivi) un’acetaia che solo in tempi più recenti si è votata maggiormente ad una logica di ospitalità e visitabilità visto anche il richiamo che possono avere sul mulino di navicello in genere alcune gemme più recenti come il negozio di antiquariato che occupa gli spazi dell’antico mulino e il Bed & Breakfast nelle vecchie stanze monacali convertite ma non stravolte negli anni alla legge del comfort.

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